
IL COMUNE DI PAVIA APPROVA UN REGOLAMENTO INNOVATIVO A TUTELA DEGLI ANIMALI REDATTO CON L’AIUTO DELL’ENPA
Tempi duri per chi maltratta gli animali, il Consiglio Comunale di Pavia in collaborazione dell’Ente Nazionale Protezione Animali di Pavia ha elaborato ed approvato quasi all’unanimità un regolamento per la tutela degli animali che impone regole più severe per la loro salvaguardia ma soprattutto sancisce il loro diritto alla dignità di esseri viventi. Viene istituito anche un ufficio per la tutela degli animali con un proprio referente che potrà tenere i contatti con le istituzioni locali e gli enti sanitari. Tale regolamento, redatto con il determinante supporto della locale Sezione provinciale dell’Enpa, trae spunto dal recente ordinamento statale che ha inasprito le pene per chi maltratta gli animali e prevede pene pecuniarie comprese tra i 150 e 15mila euro. Tra le disposizioni generali, il regolamento prevede l’obbligo per i proprietari di adottare ogni precauzione per impedire la fuga degli animali e tutelare le persone da eventuali aggressioni. Vita dura anche per chi si disfa degli animali, abbandonandoli al loro crudele destino. L’abbandono infatti sarà punito con multe varianti tra mille e 10mila euro, sarà inoltre proibito detenere animali senza acqua o cibo, tenerli in spazi angusti o attaccati a catene corte. Vietato altresì tenerli su terrazzi, balconi o comunque alle intemperie e tagliare loro coda e orecchie se non per motivi sanitari. Non sarà permesso alimentare animali con altri animali vivi, come accade con i topi dati in pasto ai serpenti. Sui mezzi pubblici potranno viaggiare animali di affezione tutelando, però, gli altri passeggeri. I cani per esempio, oltre al guinzaglio, dovranno portare anche la museruola. Drastiche sanzioni amministrative scatteranno infine nei confronti di coloro che offriranno a qualsiasi titolo animali in premio o in omaggio in occasione di sagre, feste, lotterie, sottoscrizioni, esposizioni in parchi di divertimento e simili. Il regolamento poi prevede infine, tra l’altro, anche l’assoluto divieto di bollire pesci vivi, molluschi e crostacei che devono essere uccisi prima. Questo comporterà controlli a tappeto nei confronti dei ristoratori che detengono molluschi e crostacei vivi in acquari e anche un cambio di abitudini culinarie, l’aragosta, per esempio, non potrà essere cucinata secondo tradizione, cioè gettata viva nell’acqua bollente. Questo regolamento è particolarmente interessante grazie ad alcune norme altamente innovative.

