ARSENALE DI PAVIA: UN SOLO CORO,DATECI UNA MISSIONE E SUBITO!!! ACCORATO APPELLO AI POLITICI : AIUTATECI!!!
Pubblicato da giovadiga su 24 Giugno, 2008
Povero Arsenale di Pavia, e poveri anche tutti noi dipendenti!!! Brutti fantasmi sembrano aleggiare fuori dalla porta carraia dell’ente militare di Via Riviera e sembra che nessuno se ne accorga ma i 320 dipendenti, oramai inoperosi ed inermi da diversi mesi per mancanza di produttività a causa della totale anemizzazione delle lavorazioni, non hanno perso la voglia di combattere per due dei loro primari riconoscimenti quello di vedere sopravvivere l’ente ma anche la salvaguardia del loro posto di lavoro. E adesso chiedono a gran voce DATECI UNA MISSIONE E SUBITO!!!. Lo Stabilimento Genio Militare che fu meta di Napoleone e finanche dal Duce, dichiarato non più rispondente ai fabbisogni della Difesa dell’AD oggi non sembra essere più d’interesse di nessuno e se fino a qualche paio di mesi fa l’attività produttiva da parte shelter e tende rendeva impegnati le maestranze adesso di lavoro non se ne vede più. Il mese scorso l’ente militare è stato visitato da due alti rappresentati del Ministero della Difesa. Il Dotto Ronchi e il Dott. Sinfisi, quest’ultimo in qualità di Presidente della Commissione Area Industriale Difesa, nominata proprio dall’ex ministro Parisi avrà il compito di firmare la relazione finale sul futuro dello Stabilimento da presentare al neo ministro della Difesa La Russa, relazione già redatta dalla commissione che aveva già a suo tempo ispezionato l’arsenale nel novembre 2007.Le impressioni sulla struttura sono state positive ma non si vedono sbocchi per future lavorazioni. Per potere rilanciare l’Ente ci vuole una volontà politica. Infatti se uno ente militare dichiarato inservibile gia nel 1998 attraverso la sottoscrizione di un protocollo d’intesa, che di fatto liquidava lo Stabilimento, continua a rimanere comunque in attività ancora oggi, vorrà dire che questo ha conquistato in tutti questi anni il suo diritto a vivere smentendo nei fatti la sua “inservibilità” per la Difesa. E poi c’è di più un’altra mazzata arriva da Piacenza. Pensate il capoluogo emiliano, oltre ad aversi garantito il futuro occupazionale in ambito difesa, adesso ha pure strappato a Pavia il Polo della Protezione Civile dell’Italia del Nord. A Pavia non ci resta che piangere è il caso di dirlo!!! In quest’ultimo periodo poi proprio le maestranze di Piacenza si stanno prendendo gioco di noi facendoci pervenire notizie non veritiere: di una prossima chiusura; di un trasferimento coatto di dipendenti da Pavia a Piacenza e dulcis in fundo anche che ci sarebbe già un colonnello pronto addirittura ad assumere il comando del futuro nucleo stralcio. Basta con lo stillicidio di notizie false che aumentano ancora di più il cardiopalmo dei dipendenti della struttura militare di Pavia. Un po’ di rispetto!!!! Ci chiediamo cosa dovrà accadere ancora e in special modo quando nell’aprile del 2009 l’attuale comandante dell’arsenale di Pavia andrà in pensione? “Ai posteri l’ardua sentenza” . Grazie Manzoni!!! Il 2009 ricordiamo che sarà l’anno delle elezioni per il rinnovo delle cariche politiche alla Regione Lombardia e anche al Comune di Pavia!!! Bhe spero almeno che i nostri politici che hanno dimenticato l’arsenale e i suoi problemi occupazionali , non si dimentichino che i 235 dipendenti sono anche degli elettori!!! A buon intenditor poche parole!!

Anonymous detto
Certo che dopo l’ultima azione che riguarda il Polo della Protezione Civile, che si farà a Piacenza chiaramente si capisce che a Pavia non esiste un gruppo politico che possa risolvere i nostri problemi. Mi chiedo è vero che il famosissimo Politico pavese Abelli è il Vice di Berlusca? Sembrerebbe di si. Solo che l’onorevole pavese è riuscito con la velocità di un furetto a far stanziare i soldi per la ripresa dei lavori al Duomo, (il mondo clericale serve!!!!)come mai sui problemi dell’Arsenale dorme???
Anonymous detto
bhe sono daccordo su quanto detto sopra…si è vero i politici sonnecchiano ma mi chiedo e le RSU e Le sigle sindacali? direi che sono in letargo
rita detto
più che una missione vi darei dei calci nel sedere.non siete capaci ad organizzare qualcosa di clamroso. continuate a spendre inutilmente soldi dei contribuenti.
BRUNO detto
Non sono d’accordo con il n3. Conosco tanti compagni che lavorano all’arsenale e posso assicurare che c’è molta professionalità. Dal punto di vista sindacale posso dire che sono lontani dall’essere sindacato a tutela delle maestranze.
è evidente che ormai gli interessi da tutelare in primis sono posizioni del tutto personali senza un minimo pensiero di vergogna nei confronti dei colleghi.Non voglio parlare poi della dirigenza che annaspa tutti i giorni dando un esempio di incapacità nel dirigere e di ignoranza nelle norme principali per utilizzare meglio le risorse.
I miei più sinceri auguri di permanenza.
stefano detto
Mi sono imbattutto per caso in questo blog, e visto e considerato che si parla di arsenale e delle sue maestranze,esprimo un mio pensiero. Mi chiedo come è possibile che una gloriosa struttura con 250 dipendenti che sul fatto di professionalità sono da invidiare,versi in un così totale isolamento da parte delle autorità politiche e istituzionali. Perchè tanto abbandono? Eppure posso assicurare che la nomea che è stata fatta sui lavoratori dell’Arsenale cioè che non lavorano e che portano a casa lo stipendio , non è mica vera!!! conosco alcuni operai motoristi e vi posso assicurare che la loro professionalità è davvero encomiabile. Mi chiedo in attesa che questo governo…. prenda le decisioni, ritengo sia utile che le maestranze possano essere impuegate in altre attività magari d’accordo col comune di pavia si potrebbero aggistare scuole e case poolari, fare lavori di giardinaggio,aggiustare e ripare i mezzi la stessa cosa penso si potrebbe fare con i mezzi della questura, vigili del fuoco…Spezziamo questo silenzio attorno all’Arsenale di Pavia aiutiamolo a farlo sopravvivere.
beppe detto
Caro Giovanni e cari commentatori, quando le cose vanno male è difficile per tutti fare autoanalisi, magari poi dire che cosa ognuno di noi abbia fatto a livello di lotta è ancora più difficile.
Comunque io sono dell’avviso che l’unico miracolo possibile sia solo e semplicemente politico.
Poco importa se ci sono o meno delle professionalità buone o alte.
Sarebbe come dire che in Italia venga riconosciuto il merito a chi ne ha.
henry detto
Per rispondere e/o partecipare alla discussione, volevo precisare al di la delle tante idee espresse, tra l’altro tutte rispettabili, che la condizione venuta a crearsi ha sicuramente responsabilità diffuse da ricercarsi in lunghi anni di politiche rivolte al privato perchè bello,al profitto incondizionato, alla svendita del patrimonio pubblico incondizionato.
Questo stato di cose, con la partecipata azione del sindacalismo concertativo, anche l’ Arsenale di Pavia a subito un percorso di condivisione del potere, lo prova il decreto di chiusura siglato da cgil cisl uil nel 1998, non contenti, nel luglio 2007 firmano l’ accordo sulle aree industriali della difesa, fatto di riduzioni, chiusure, reimpieghi, cassa integrazione.
forse i sindacati “questi” e le RSU, per questo non possono esercitare altro che strumentalizzazzioni.
Un sincero solidale incu..alla balena a tutti i lavoratori