Momenti di riflessione

Il Blog di Giovanni Di Gaetano

Archivio per Luglio 2008

VIGILI DEL FUOCO DISTOLTI DALLE ATTIVITÀ DI SOCCORSO PER PERMETTERE LE VACANZE DELL’ON. FINI

Pubblicato da giovadiga su 24 Luglio, 2008

In vista delle vacanze in Provincia di Grosseto del Presidente della Camera, On. Gianfranco Fini, il Ministero dell’Interno ha autorizzato tutto il personale al seguito del Presidente a stabilirsi ed usufruire del distaccamento Vigili del Fuoco di Orbetello, facendo sì che tale struttura sarà monopolizzata dalle attività dello staff presidenziale.  
Al fine poi di garantire a Fini una costante assistenza nel corso delle sue escursioni in mare, il Ministero ha autorizzato 180 ore di straordinario al personale sommozzatore. I Vigili del nucleo sommozzatori di Grosseto, normalmente composto da 12 unità ma ridotto a circa 8 per il periodo feriale, si troveranno così a svolgere anche tre giorni di lavoro consecutivi, saltando il riposo per il necessario recupero psico-fisico, che in un periodo fitto di interventi come quello estivo risulta di fondamentale importanza.
La decisione del Ministero appare ancor più paradossale se si pensa che lo scorso 5 luglio lo straordinario è stato invece negato per la bonifica di una bomba nel comune di Grosseto. In questo caso, lungi dal predisporre una apposita organizzazione, il Ministero stabilì che l’intervento doveva essere effettuato con il normale dispositivo, quindi tralasciando le ordinarie  attività di soccorso.
“Scelte come questa sembrano affermare che la vita dei politici vale molto di più di quella di tutti i cittadini – commenta Antonio Jiritano, del Coordinamento nazionale RdB-CUB P.I – ed oltretutto non tengono conto della crisi che investe tutti i Comandi dei Vigili del Fuoco. Ricordiamo infatti che a fine 2007 i debiti dei comandi  per forniture, manutenzione dei mezzi e spese per carburante, erano attestati a circa 130 milioni di Euro, mentre per far fronte alla Campagna antincendio 2008 si sta utilizzando personale fuori dall’orario di lavoro ordinario e straordinario senza programmare un minimo di recupero psicofisico. E pensare che a fronte di tutto ciò i Vigili del Fuoco devono anche svolgere opera di controllo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro”, aggiunge amaramente Jiritano.
“La politica che sta attuando tutte le misure per smantellare la Pubblica Amministrazione, tagliando anche i bilanci del Ministero dell’Interno, sa benissimo che i Vigili del Fuoco dispongono di un organico sottodimensionato da anni, ben lungi dallo standard dei paesi aderenti al progetto “UN VIGILE DEL FUOCO OGNI 1.000 ABITANTI”. Intanto le attività di prevenzione sul territorio non si possono svolgere, i piani di sicurezza e quelli di rischio sono ormai cose di altri tempi, la mappatura della aree interessate da attività incendiarie rimane un miraggio”, conclude il dirigente RdB-CUB.

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Statali, lo sperpero dei permessi sindacali

Pubblicato da giovadiga su 23 Luglio, 2008

La pubblica amministrazione perde quasi 121 milioni l’anno: nel 2006 sono state oltre 830mila le ore di lavoro destinate a permessi, distacchi e riunioni. I dipendenti pubblici che fanno politica “costano” altri 67,2 milioni: quanto fare un pezzo di autostrada

Roma – Le assenze per motivi sindacali nella pubblica amministrazione e i permessi per funzioni pubbliche elettive (Parlamento e consigli degli enti locali, ndr) sono costati nel 2006 oltre 188 milioni di euro dei quali solo 121,4 per le rappresentanza nel sindacato. Si tratta di una cifra di poco superiore a quella necessaria per finanziare la costruzione di tre lotti della strada statale Grosseto-Fano, un’arteria di collegamento tra la costa tirrenica e quella adriatica.In particolare, il capitolo più «pesante» dell’intera voce è quello dei distacchi sindacali. Ben 830.598 giornate di lavoro sono state spese per l’istituto contrattuale che consente a un dipendente pubblico che sia dirigente di un’organizzazione di rappresentanza dei lavoratori di svolgere questo compito mantenendo la propria retribuzione. È come se 2.276 impiegati si fossero assentati dal servizio per un anno intero. Il costo? Si è aggirato attorno ai 68,2 milioni di euro.Analogamente significativa è la cifra dei permessi sindacali retribuiti per l’espletamento del mandato: 263.466 giorni pari all’assenza per un anno di 1.198 dipendenti. Il costo, stimato sulla base di una retribuzione media di 30mila euro per dipendente, a circa 36 milioni di euro. La partecipazione alle riunioni degli organismi direttivi ha «disperso» 115.868 giornate, ossia un contingente di 527 persone in ferie retribuite per un anno. Solo 1,4 milioni e 47 unità di personale in meno per le 17.095 di permessi cumulati sotto forma di distacco.L’aspetto singolare della vicenda è rappresentato dal «costo» delle autonomie. Distacchi e permessi sindacali nelle Regioni e negli altri enti locali sono costati nel 2006 ben 31,3 milioni di euro, ben più dei 22,6 milioni del Servizio sanitario nazionale e dei 20,1 milioni della scuola nonostante questi due comparti della pubblica amministrazione contino più dipendenti di quelle delle autonomie (1,1 milioni la scuola e 690mila l’Ssn a fronte dei 526mila delle regioni).Certo, bisogna anche osservare che ci sono dei settori pubblici in decisa controtendenza. Un esempio è quello dell’università, comparto nel quale distacchi e permessi hanno comportato la «perdita» di poco più di 78 dipendenti nel 2006 su un totale di oltre 113mila per una spesa di circa 2 milioni. Negli enti pubblici non economici (60.232 dipendenti) i soli distacchi hanno comportato l’assenza di 232,5 dipendenti per una spesa di circa 7 milioni di euro. Ma non è l’unica anomalia: ad esempio nel 2006 il ministero dei Beni culturali ha contato 59 distacchi, 12 in più dei dipartimenti del ministero dell’economia riconducibili all’ex Tesoro.L’attività sindacale non è l’unica prerogativa costituzionale che ha «sottratto» tempo e denaro allo Stato. Anche la democrazia ha avuto il suo costo sotto forma di permessi e aspettative per le funzioni elettive. Complessivamente questa voce ha determinato una spesa di 817.144 giornate lavorative, corrispondenti all’assenza dal servizio di 2.239 dipendenti con un costo pari a 67,1 milioni di euro. Regioni e autonomie locali varie anche in questo caso incidono per oltre 26 milioni (circa 860 dipendenti) superando scuola (14,2 milioni) e Ssn (15,6 milioni).Gli enti più virtuosi? La presidenza del Consiglio con 59mila euro, le Forze Armate (solo 30mila euro), la Polizia (9mila euro) e la Penitenziaria (821 euro). Hanno sicuramente fatto meglio di alcuni dipendenti del ministero dell’Interno (dal quale la Polizia dipende) che hanno cumulato oltre 1.000 ore di permesso per svolgere la carica di consigliere comunale o circoscrizionale. Sempre in tema di spigolature si può segnalare che all’Inps nel 2006 sedici dipendenti si sono messi in aspettativa (un parlamentare) e 289 hanno chiesto un permesso, tra questi un eurodeputato che ha usufruito di 136 ore. D’altronde, a Strasburgo non è necessaria una presenza costante.

Arturo Di Martino (Roma)

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Fannullone a chi?…..LICENZIATO!!!!

Pubblicato da giovadiga su 22 Luglio, 2008

“Il nuovo ministro dell’Innovazione e della Funzione Pubblica annuncia “un patto per cambiare il Paese”, a partire dalla Pubblica Amministrazione. Brunetta: “I dipendenti fannulloni vanno semplicemente licenziati” “Colpirne uno per educarne cento”, dichiara a ‘Porta a Porta’(…) E successivamente, al programma Porta a Porta, il ministro ribadisce di voler colpire “i fannulloni assenteisti che nella Pubblica Amministrazione il doppio del settore privato”. “Non è possibile che non ci sia neanche un licenziamento e neanche la cassa integrazione”, ha rincarato. (…)”Da La repubblica.it del 12 maggio 2008
Assenze in Parlamento di alcuni parlamentari:
Silvio Berlusconi 98.5% (4804 su 4875)
Sandro Bondi 87.9% (4287 su 4875)
Fabrizio Cicchitto 90.4% (4406 su 4875)
Gianfranco Fini 50.6% (2465 su 4875)
Daniela Santanchè 56.6% (2761 su 4875)

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Reggio Calabria. Scoperta la caserma dei “fannulloni”. Lo Stato mantiene in vita una struttura con 19 civili pagati per non far nulla

Pubblicato da giovadiga su 21 Luglio, 2008

“Sono diventati i piu’ ‘fannulloni’ di tutti dalla solenne cerimonia dell’ammaina bandiera, quando dieci mesi fa le truppe se ne sono andate e loro sono rimasti da soli in una grande caserma deserta. Da quel giorno autisti e contabili non lavorano piu’. Sfogliano riviste, giocano a briscola, si appisolano all’ombra di bellissime palme. Sono sempre puntualissimi” Succede, riferisce “La Repubblica” alla ceserma Mezzocapo di Reggio Calabria, dove “ogni mattina alle 7,30 entrano nei loro uffici per non fare mai niente”. “A Reggio Calabria -prosegue il quotidiano- arrivano lontani e ovattati gli echi della guerra ai nullafacenti della pubblica amministrazione dichiarata dal ministro Brunetta. In questa citta’ e’ lo Stato con la sua faccia che, dall’ottobre del 2007, mantiene una grande caserma vuota e paga regolarmente ventuno dipendenti fantasma. Sono sedici uomini e tre donne, tutti impiegati civili del ministero della Difesa. Piu’ un colonnello e un maresciallo, comandati a presidiare il nulla”. “Un monumento dello spreco italico e’ la caserma Mezzocapo di Reggio, un glorioso passato -ricorda- di medaglie d’oro e croci di guerra, un quadrilatero di mura spesse e di storia intitolata ai fratelli Carlo e Luigi, prima ufficiali e poi senatori del Regno. E’ proprio al centro della piu’ grande citta’ calabrese. Fino a un anno fa era il quartier generale del Comando militare della Calabria (trasferito a Catanzaro) e oggi ‘posto di lavoro’ di quei diciannove civili e di quei due militari lasciati a Reggio a fare, loro malgrado,i ‘fannulloni’”.Ecco l’articolo pubblicato dal quotidiano  REPUBBLICA

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La nostra risposta, pacata ma ferma, ad un articolo offensivo del giornale “La Repubblica”:REGGIO CALABRIA, LA CASERMA DELLE PERSONE SERIE!”

Pubblicato da giovadiga su 21 Luglio, 2008

Il quotidiano “la Repubblica” ha pubblicato venerdì 18 u.s., con grandissima evidenza (titolo a sei colonne, un’intera pagina dedicata!), un articolo che raccontava la situazione dell’ex Comando RFC di Reggio Calabria, una vicenda che i colleghi che seguono le nostre informative dovrebbero peraltro ben conoscere in quanto ne abbiamo parlato in più occasioni nei nostri Notiziari 2007 e 2008.

Trattasi di un Ente, l’ex Comando RFC di Reggio C. che, a seguito dei provvedimenti di riordino interessanti il settore Reclutamento e Forze di Completamento dell’Esercito introdotti dal D.Lgs. 253/2005, è stato riorganizzato nel Comando Militare Esercito Calabria di stanza a Catanzaro.

Al predetto provvedimento di riordino, di fatto una vera e propria soppressione dell’ex Cdo RFC, doveva seguire il reimpiego di tutti i dipendenti civili operazione che sin da subito è apparsa impraticabile stante la difficolta al reimpiego in Catanzaro, città distante oltre 150 Km, e la mancanza di altri Enti della Difesa nel territorio reggino che avrebbero potuto assorbire le eccedenze.

C’era una unica possibilità, la mobilità verso altre Amministrazioni, e la nostra Amministrazione ha cercato, anche dietro sollecitazioni ripetute da parte della nostra O.S., di esplorare questa strada, senza però alcun riscontro positivo in quanto le Amministrazioni coinvolte (in particolare il Ministero degli Interni) hanno risposto negativamente all’ipotesi di far transitare nei propri ruoli i nostri colleghi.

Il risultato pratico è che, da mesi, quella caserma è stata svuotata, il personale militare è stato trasferito, e i nostri colleghi (19, per l’esattezza) sono ancora lì, in attesa di conoscere il loro destino, “pagati per non fare nulla”, ha scritto il giormalista Bolzoni nel suo articolo su “Repubblica”, che ha anche titolato a piena pagina: “Reggio Calabria, la caserma dei fannulloni” (si veda l’allegato).

Bisogna purtroppo prendere atto che l’on. Brunetta ha fatto adepti anche in un giornale che quotidianamente contesta e si oppone alle scelte del Governo in carica, e, alla luce di quell’articolo, possiamo dire che la teoria del “fannullonismo”, così cara al Ministro della P.A., è entrata ora anche nella redazione di “Repubblica” che giudica evidentemente con gli stessi occhi del Ministro: non lavori, o lavori poco, dunque sei un fannullone! Nessuno che si interroghi (non lo fa Brunetta, e questo lo sapevamo avendolo conosciuto in questi mesi; ma non lo fa neanche quel giornale, e questo davvero non lo immaginavamo) sul perché di quella situazione, e a chi far risalire l’origine e la responsabilità di quello stato di cose. Fannulloni e basta, quelli della caserma “Mezzacapo” di Reggio Calabria, solo fannulloni!

E giù l’articolo scandalistico di Repubblica, giù anche alcuni telegiornali che hanno ripreso la notizia con grande evidenza… e immaginiamo il sorriso beffardo di Brunetta (“anche Repubblica mi dà ragione!”).

Le cose, però, non stanno come Brunetta vuole, nè come “Repubblica” immagina! E proprio per questo, come FLP DIFESA, abbiamo ritenuto di inviare una nota al quotidiano in questione, fornendo una chiave di lettura dei fatti un po’ più approfondita e, soprattutto, un po’ più veritiera (in allegato).

Naturalmente, la “Repubblica” si è ben guardata finora di dare notizia ai lettori dei contenuti di questa nostra nota, pubblicando solo, e peraltro con scarsissima evidenza (nella rubrica delle “lettere”!) una nota di precisazione redatta da SMD. E pensiamo che difficilmente “Repubblica” ci pubblicherà….

In ogni caso, ci è sembrato doveroso non lasciar passare sotto silenzio una accusa inaccettabile!

Fraterni saluti

                                                 IL COORDINATORE GENERALE FLP DIFESA

                                                                                    (Giancarlo PITTELLI)

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DECRETO LEGGE 112: UN ATTACCO FRONTALE AI DIRITTI DEI LAVORATORI PUBBLICI

Pubblicato da giovadiga su 20 Luglio, 2008

Il 25.7.2008 alle ore 15.00 in Piazza Montecitorio in Roma, si svolgerà la manifestazione della CSE e della FLP contro i provvedimenti del Governo sul Pubblico Impiego e per una vera apertura dei  rinnovi contrattuali.Seguiranno a brevissimo indicazioni di carattere operativo ed organizzativo sulla manifestazione.

Il decreto Legge 112/2008 oltre a portarci via pezzi di salario accessorio, vuole portarci via diritti conquistati in decenni di battaglie di civiltà e sancire, inoltre, la diversità quasi genetica del dipendente pubblico, assenteista, fannullone e buono solo a cercare come fregare il prossimo, da quello privato, ligio e solerte. Insomma, una campagna razzista in piena regola che mette in discussione persino i principi costituzionali. Assistiamo però complice, ma solo in parte il periodo estivo, a difformità di comportamenti e a disomogenee forme di mobilitazione in tutta Italia, con l’assenza di una chiara presa di coscienza da parte dei lavoratori.

 

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FUNARI l’UOMO CHE OSAVA DIRE QUELLO CHE PENSAVA A TUTTI IN FACCIA

Pubblicato da giovadiga su 13 Luglio, 2008

Ciao GIANFRANCO!!!«Mi sono sempre goduti tutti i piaceri e se in paradiso danno l’ergastolo, io lo prendo»

 ROMA - «Sto morendo, ma mi auguro di poter morire con tanta serenità da poter sottrarre a mia moglie con un sorriso il dolore che le provocherò»: così aveva detto Gianfranco Funari in una lunga «Fotointervista» in una puntata del dicembre 2005 del «Senso della Vita», condotto da Paolo Bonolis su Canale 5. Commentando le immagini che gli venivano mostrate da Bonolis, secondo lo stile del programma, Funari si raccontò a 360 gradi. Parlando della personale esperienza che lo aveva già visto a un passo dalla morte, lanciò un appello accorato ai giovani perché non lo imitassero come fumatore.

L’APPELLO PRIMA DI MORIRE - «Ho cinque by pass, ragazzi, vi prego, non fumate. Non fumate! Ve lo dice uno che fuma perché già mi sono giocato la vita». E poi un consiglio: «Se avete tra i 45 e i 50 anni e siete stati fumatori, fate un doppler alle carotidi. Il ministero della Sanità non lo rende obbligatorio perché costa troppo, ma voi fatelo». Durante l’intervista Funari sottolineò anche l’importanza dell’uso del preservativo: «bisognerebbe diffonderlo per evitare che nascano bambini che poi muoiono di fame». Ma, aggiunse, è anche «un gesto di civiltà per se stessi e per il partner, perché i figli devono nascere quando i genitori lo decidono». L’indomabile Funari ricordò anche alcuni dei suoi programmi tra i quali “Aboccaaperta” («è stato un grande successo – disse – ma non mi hanno permesso di fare una discussione politica con la gente comune»).

Ecco il video Tributo a Gianfranco

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PIERA CAPITELLI, SINDACO DI PAVIA, NON HA PIU’ UNA MAGGIORANZA …..PRESTO A CASA??

Pubblicato da giovadiga su 6 Luglio, 2008

Palazzo Mezzabarba sede del Comune di PaviaE fu così che dopo la cacciata dell’assessore Bengiovanni che la Piera, la Capitelli per intenderci, il sindaco di Pavia, non ha più i numeri  per governare e nemmeno la maggioranza politica per reggere le sorti della città di Pavia. Motivo per cui i più pronosticano che  la tanto amata professoressa  dell’oltrepò non riuscirà ad assistere alla rinomata FESTA DEL TICINO che come oramai si sa, cade nella prima decade di settembre, perchè già allora sarà sicuramente a casa a coltivare il suo orticello!!  Ma da ottima stratega la Piera adesso incolla i cocci per ricomporre il vaso oramai rotto e intesse la tela per cercare di ricucire gli strappi in special modo con Sinistra Democratica che monchi del coordinatore Bengiovanni, defenestrato, navigano nelle acque dell’indecisione, appoggeranno o non appoggeranno la Piera Capitelli?  quest’ultima riuscirà ad avere i numeri per continuare a fare la prima cittadina a Pavia? Intanto proprio per mancanza di numeri la prevista riunione del Consiglio Comunale è slittata sine die e sarà una settimana di fuoco ma non solo nel senso meteorologico anche anche dal punto di vista politico. Ma alla fine la Piera ce la farà ad andare in ferie con la fascia tricolore? Riuscirà  con l’aiuto del sillabario, ad avere i numeri per andare avanti? Corvi neri veleggiano sul Palazzo Mezzabarba di Pavia già da giorni. Gli anziani dicono che quando i corvi ronzano con insistenza sul tetto di  una casa significa che è imminente un lutto….. vuoi dire che la Piera torna a casa?????

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