In questi giorni si gioca a fare la conta, si gioca a riempire i sacchi di patate e si ,noi “poveri” dipendenti statali della difesa, o meglio dell’Arsenale di Pavia, siamo diventati delle patate, pronte da insaccare per essere spedite in chissà quale altro Ente “militare” di Milano e di Piacenza.I dipendenti dell’arsenale sono soltanto patate, non sono più esseri umani, soltanto “oggetti” da spostare. Ebbene oggi nella capitale, i rappresentanti militari degli stati maggiori, ufficializzeranno la cosidetta mappatura degli enti disponibili ad ospitare “i sacchi di patate” dei dipendenti” profughi dell’Arsenale di Pavia”.Patate …soltanto patate…ma dove è finito il buon senso? e l’umanità? e meno male che in proposito, l’On. Cossiga aveva assicurato che sarebbero stati esperiti tutti gli utili tentativi per salvaguardare le professionalità e ridurre al minimo il disagio dei dipendenti. Spedire “sacchi di patate” nel milanese e nel piacentino che tipo di disagio può comportare !!!!!
Oh caro Cesare Beccaria che scrivevi nel 1764 nel tuo libro “Dei Delitti e delle pene”
“non vi è libertà ogni qual volta
le leggi permettono
che in alcuni eventi l’uomo cessi di essere “persona”
e diventi “cosa”
I dipendenti dell’Arsenale hanno cessato di essere “persona” e sono diventati “cosa” o meglio “sacchi di patate”.
Venghino Signori !!! Venghino Signori……!!!
