
Archivio per Ottobre 2009
MANIFESTO APPARSO NELLE STRADE DI MESSINA DOPO L’ALLUVIONE
Pubblicato da giovadiga su 18 Ottobre, 2009
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In Italia a rischio terremoto il 46% delle scuole e il 41% degli ospedali
Pubblicato da giovadiga su 18 Ottobre, 2009
(Fonte Adnkronos) – Il 46% delle scuole, pari a 20.865, e il 41% degli ospedali in Italia, pari a 507, sono in aree ad elevato rischio di terremoti. E Napoli è la Provincia con il maggior numero di unità a rischio anche per frane e alluvioni. Si trovano in aree a rischio sismico potenzialmente elevato oltre 21.500 strutture tra scuole ed ospedali, per un totale di circa 4,7 milioni di utilizzatori. In quelle a rischio idrogeologico ricadono, invece, quasi 3.500 strutture in cui operano circa 139.000 addetti.
Tra le Province italiane, quella di Napoli ha il maggior patrimonio scolastico ed ospedaliero esposto all’alea sismica, 1.684 unità locali, pari all’89% del totale, ed idrogeologica, 361 unità locali, cioè il 19% del totale. Sono questi, in sintesi, alcuni dei principali risultati del “Rapporto sui settori scolastico ed ospedaliero italiano” realizzato dal Cresme, il Centro Ricerche Economiche Sociali di Mercato per l’Edilizia e il Territorio, per Dexia Crediop, la banca per la finanza pubblica e di progetto, e presentato questa mattina a Roma in occasione del 10° Incontro Finanziario dell’Autonomia Locale promosso dall’Istituto di credito.
“Il nostro Paese è soggetto a terremoti che sono spesso meno gravi di quelli che colpiscono il Giappone. Da noi le vittime e i danni sono spesso maggiori. Chiediamoci perchè e agiamo per prevenire” ha commentato il presidente di Dexia Crediop, Mario Sarcinelli.
“Piangere i morti -ha aggiunto Sarcinelli – è atto di pieta’, ma non previene i disastri: Bisogna prevedere e provvedere in tempo. In un Paese con alta instabilita’ fisica del territorio e’ un dovere del settore pubblico, ma anche di quello privato, di ciascuno e di tutti”.
Per Lorenzo Bellicini di Cresme, inoltre, “un’azione di conoscenza e verifica degli edifici destinati alle funzioni scolastiche e ospedaliere che misuri le condizioni strutturali in relazione al rischio sismico e a quello idrogeologico è il presupposto per un piano di interventi preventivi in grado di ridurre i rischi e incentivare l’economia del paese”.
Secondo il “Rapporto sui settori scolastico ed ospedaliero italiano” realizzato dal Cresme per Dexia Crediop, il rischio sismico è elevato per gran parte dei Comuni italiani, raggruppando quelli in cui è alto o medio secondo la classificazione del Dipartimento di Protezione Civile. Perciò, sottolinea il Rapporto, molte infrastrutture pubbliche sono a repentaglio.
Le scuole che si trovano nelle zone a rischio elevato sono circa 21.000 e sono frequentate da quasi 4,5 milioni tra addetti e studenti. In particolare, le 3.765 strutture esistenti in zona ad alto rischio sono utilizzate da circa 561.000 persone (88.500 addetti e circa 472.500 studenti).
Gli ospedali in zone a rischio elevato di terremoto sono 507, di questi, sono 74 (con circa 26.000 addetti e 9.000 posti letto) quelli che ricadono nelle zone più pericolose. Tra le Province con le maggiori quote di scuole e ospedali in aree a rischio sismico elevato rientrano Napoli (1.684 unita’ locali, 89% del totale), Cosenza (960, pari al 100%) e Catania (890, cioè il 100%).
In tema di rischio idrogeologico (frane e alluvioni), lo studio evidenzia come siano esposte in misura elevata 3.458 scuole per un totale di quasi 100.000 addetti ed 89 ospedali con oltre 40.000 addetti. Tra le Province nelle quali maggiore è il numero di scuole e ospedali piu’ esposti al rischio idrogeologico rientrano Napoli (361 unità), Torino (207) e Caserta (176).
La pericolosità degli eventi sismici o diei dissesti drogeologici, sottolinea ancora il Rapporto, è amplificata, come purtroppo emerso anche di recente, dall’elevata vulnerabilità del patrimonio edilizio italiano: il 60% degli edifici è stato costruito prima del 1971 e la normativa antisismica è entrata in vigore nel 1974.
Secondo il Rapporto realizzato dal Cresme, la vetustà non necessariamente implica un cattivo stato di conservazione delle strutture, ma è sicuramente indicativa della tecnica costruttiva e del non utilizzo di tecnologie antisismiche. Anche gli edifici costruiti successivamente al 1974 potrebbero non essere conformi alla legge oggi vigente, poiché la mappa della pericolosità del territorio è stata modificata più volte negli anni.
Dal punto di vista finanziario, infine, lo studio evidenzia i costi degli eventi sismici, delle frane e delle alluvioni degli ultimi anni: la Protezione Civile valuta in oltre 100 miliardi di euro il costo cumulato dei terremoti negli ultimi 40 anni; ingenti anche le spese di ricostruzione dovute al dissesto idrogeologico, mentre le stime Upi-Ministero dell’Ambiente degli investimenti necessari per la messa in sicurezza dell’intero territorio nazionale superano i 33 miliardi di euro.
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BERTOLASO:La Protezione civile «parla con i fatti, non è né di destra né di sinistra né di centro»
Pubblicato da giovadiga su 18 Ottobre, 2009
(fonte il tempo.it) Meglio degli States. Questa volta l’Italia ha battuto l’efficienza made in Usa. Lo ha dichiarato a chiare lettere il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso durante la festa che si è svolta a Bologna per ringraziare i 1.500 volontari della Protezione civile. «Solo venerdì il presidente Usa Barack Obama ha consegnato le prime case agli sfollati dell’uragano Katrina, che ha colpito New Orleans alla fine dell’agosto 2005 – ha dichiarato Bertolaso -. Complessivamente ha donato la metà delle case che la Protezione civile italiana ha dato agli aquilani dal 29 settembre fino a venerdì scorso, in sei mesi. La qualità di quanto fatto dai volontari e non solo dell’Emilia-Romagna per il sisma in Abruzzo è straordinaria, la punta di diamante di quello che siamo riusciti a combinare. Quando si è trattato di gestire il punto più complicato, la tendopoli di piazza d’Armi – ha proseguito – con migliaia di persone da sfamare, assistere, indirizzare e anche coccolare, chi abbiamo chiamato? La Regione Emilia-Romagna. Eppure sono arrivati a criticare un’organizzazione talmente perfetta – ha aggiunto – per dire che era eccessivamente militarizzata, come se lì fossimo andati in colonia, a far una gita o una scampagnata». Bertolaso ha sottolineato che la Protezione civile «è un sistema che funziona ma non funziona nello stesso modo in qualsiasi parte di Italia». La Protezione civile opera con i fatti, «di cui però nessuno parla perchè purtroppo nel nostro paese la buttiamo sempre in politica – ha continuato -. Per cui se ci sta uno al Governo, allora va tutto bene e siamo tutti bravissimi. Se ci sta un altro invece siamo delle schiappe e non siamo capaci di fare nulla. La Protezione civile italiana si è contraddistinta sempre per il fatto che non guardiamo in faccia a nessuno, che non siamo nè di destra, nè di sinistra nè di centro. Noi siamo al di sopra quando indossiamo questa maglietta». Quanto alla situazione dell’Aquila, «non siamo qui a dire che l’emergenza è superata, saremmo ipocriti e campioni del mondo della demagogia. C’è ancora moltissimo da fare: dobbiamo ancora togliere completamente tutte le macerie, dobbiamo ritornare nei centri storici, dobbiamo fare la perimetrazione, dobbiamo ancora chiudere le tendopoli e consegnare un tetto sicuro a tutti gli abitanti che non potranno tornare nelle loro case nei prossimi quattro-cinque anni».
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IL MINISTRO LA RUSSA RISPONDE AI DIPENDENTI DELL’ARSENALE
Pubblicato da giovadiga su 9 Ottobre, 2009
Il Ministro della Difesa La Russa, che come si ricorderà in occasione della sua venuta a Pavia per partecipare ad un convegno, si era fermato a dialogare con le maestranze che presidiavano l’ingresso principale dell’arsenale,se ne era andato con l’impegno di interessarsi in prima persona del problema,e così è stato. Proprio ieri sera il ministro in persona ha telefonato per comunicare il suo interessamento alle problematiche legate al futuro dell’ente militare e alla ricollocazione del personale dipendente dello Stabilimento Genio Militare. Lo stesso ministro ha detto che per quanto riguarda una ripresa di attività industriale all’interno dello Stabilimento Genio Militare ,non vi è alcuna prospettiva di rilancio per i problemi connessi alla struttura : antinfortunistica,(vedi centrale elettrica -termica)atrezzature non a norma, attività lavorative ferme oramai da tempo.
Lo stesso ministro La Russa si è preso però l’impegno nei confronti dei dipendenti facendo in modo che questi possano essere ricollocati in Enti Militari per i quali non è prevista alcuna chiusura nei prossimi cinque anni ma sopratutto caldeggerà il reimpiego del personale medesimo sul territorio pavese in quelle amministrazioni ove sono conclamate le vacanze di organico.
Seguirà Comunicato stampa ufficiale
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PESATO …RICORDATI CHE …A PAVIA TRA LE PRIORITA’ C’E’ ANCHE L’ARSENALE
Pubblicato da giovadiga su 6 Ottobre, 2009
Stamattina mi sono posto questa domanda: strana coincidenza …oppure che cosa? Il Ministro della Difesa La Russa che , di passaggio a Pavia per partecipare ad una conferenza, si ferma a parlare con le maestranze dell’Arsenale che presidiano l’Ente per sollecitare politici locali e nazionali alla risoluzione dei problemi riguadanti il futuro della struttura militare e di tutti i dipendenti circa la loro ricollocazione in vari enti della difesa a Milano e che poi tutto filato tira dritto alla Casa del giovane, proprio a due passi dallo Stabilimento Genio Militare, dove da lì a poco avrebbe ufficialmente incoronato Vittorio Pesato,quale candidato alle prossime elezioni regionali. Strano, non credete? Non staremo qui a discutere nè sulla scelta di Pesato e nè sulle qualità umane e politiche del buon Vittorio che conosciamo e apprezziamo per l’ottimo lavoro svolto all’interno di Allenanza Nazionale ma sopratutto per avere creato la rete di “Identità e Libertà” che raccoglie attualmente 250 iscritti in tutta Italia, ma in questa circostanza ci corre corre l’obbligo di ricordare al futuro consigliere regionale,di non dimenticarsi della cosidetta questione “arsenale” che dovrebbe essere affrontata subito con il buon “Gnazio” La Russa, leader storico e carismatico di AN e anche attuale Ministro della Difesa,strappandogli magari una visita alla struttura militare di Via Riviera, proponendogli soluzioni idonee alla risoluzione dei problemi afferenti e alla stessa struttura e al futuro dei 215 dipendenti. Non saremo noi certamente a suggerire a Vittorio Pesato, ripetiamo candidato alle prossime regionali, proposte e quant’altro possa addivenire utile per la vertanza arsenale. Ma due cose sentiamo il bisogno di ricordargliele e cioè:
1) Riunire i responsabili territoriali delle organizzazioni sindacali e la rsu dello stabilimento genio militare per raccogliere tutte le più utili indicazioni per poi ragguagliarle al ministro.Perché solo una forte volontà politica potrà salvare dal baratro struttura e dipendenti dell’Arsenale.
2) Lo Stabilimento Genio Militare di Pavia è l’ultima realtà lavorativa industriale e anche storica militare di Pavia a pertantro merita sicuramente di essere salvata.
Marzo 2010 non è lontano a << buon intenditor …poche parole>>. Ciao Vittorio buona fortuna!!!
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LA RUSSA SI INTERESSERA’ DELLA QUESTIONE ARSENALE DI PAVIA
Pubblicato da giovadiga su 5 Ottobre, 2009

- il MInistro della Difesa LA RUSSA di passaggio a Pavia, per partecipare ad un convegno, si è fermato e ha colloquiato con le maestranze dell’Arsenale che presidiavano l’ingresso.
I lavoratori dello Stabilimento Genio Militare, l’hanno aspettato tutto il pomeriggio presidiando già per il secondo giorno la porta carraia dell’Arsenale, sapevano che sarebbe passato da lì per andare alla Casa del Giovane di via Lo Monaco per assistere ad una conferenza, e alla fine ci sono riusciti. Hanno aspettato che il Ministro della Difesa La Russa giungesse nei pressi della struttura militare attirandone l’attenzione facendolo fermare con la sua auto lungo via Ubicini, e accogliendolo con un lungo applauso. Il ministro si è intrattenuto con i lavoratori e a nome di tutti i dipendenti ha parlato Giampiero Scarnato, Direttore del Servizio d’amministrazione dell’Ente, delegato della CISL, il quale ha spiegato al ministro la situazione che si è venuta a creare in seguito alla futura soppressione dell’ente, e le problematiche riguardanti la ricollocazione del personale in enti militari di Milano contemplati nel protocollo d’intesa firmato da lui stesso con il sindaco Moratti. Protocollo che prevede la cessione di molte caserme in vista dell’expo 2015. La Russa su questo argomento non si è sbilanciato, ha voluto sapere quali erano i compiti che svolgeva l’arsenale e parecchie altre notizie sull’intera struttura. Circa le lavorazioni lo stesso Scarnato ha fatto presente come in questi ultimi anni l’ente sia stato anemizzato di tutte le lavorazioni, in particolare delle riparazioni dei mezzi e delle tende provenienti dei teatri operativi militari esteri. Il Ministro ha comunque confermato che della partita se ne stanno occupando i due sottosegretari Cossiga e Crosetto, e spinto dalla curiosità ha voluto persino guardare, stando dal di fuori, all’interno della struttura. E’ stato colpito dalla facciata della palazzina della direzione. <<E’ bellissima>> ha esclamato ed ha chiesto di quanti anni fosse antica. Del 1867 , gli è stato risposto da alcuni dipendenti,che hanno aggiunto <<..e dovrebbe vedere com’è dentro, signor ministro>>.Alla domanda posta poi da Pinuccio Musolino sindacalista della UIL circa la possibilità di potere ricollocare gran parte del personale in altri enti statali di Pavia, La Russa ha risposto che il problema era di pertinenza della funzione pubblica. <<No. Così non può finire>>, hanno continuamente ripetuto i dipendenti dell’Arsenale di Pavia, ribadendo ancora una volta la <<loro contrarietà a voler “emigrare” in altri enti della difesa di cui nessuno conosce con certezza il futuro. Vogliamo rimanere a Pavia – hanno detto i lavoratori a La Russa- ed avere parità di trattamento dal Ministero della Difesa così come accaduto in altre città d’Italia>>. Il ministro prima di congedarsi ha chiesto se fosse stato già firmato il decreto di chiusura dell’ente e gli è stato risposto di no anche se l’amministrazione difesa avrebbe in mente di dismetterlo quanto prima., e che per effetto del protocollo diventa praticamente impossibile ricollocare il personale dell’Arsenale negli enti di Milano. Hanno aggiunto i lavoratori se <<l’Expo interesserà da vicino Milano, perché non spostare alcuni enti militari di Milano a Pavia?>> La Russa di fronte a questi interrogativi ha tirato giù un paio di numeri di cellulari, e mentre si allontanava, commentando il cartello posto in cima alla porta carraia in cui vi era scritto “VENDESI per informazioni consultare il sito larussa punto com”..<<mi dispiace ma quel sito internet non è il mio>>,

ha promesso l’interessamento sulla questione riservandosi di comunicare tempestivamente notizie a breve tempo. Tutto finiva tra gli applausi. Ma adesso i lavoratori lanciano un appello a La Russa, invitandolo a venire a visitare l’Arsenale, anche in via ufficiosa …ma basta che venga e lo veda, forte del fatto che lo Stabilimento Genio Militare rappresenta uno degli ultimi poli produttivi industriali e anche storici militari che rimangono a Pavia.Intanto sul fronte sindacale si registra l’interruzione della trattativa: le parti sociali hanno dovuto prendere atto della scarsa disponibilità sul territorio pavese di posti in altri enti ministeriali per la eventuale ricollocazione di gran parte dei dipendenti dell’arsenale. Valter Fasani , coordinatore della RSU <<come emerso dalla Conferenza dei Servizi, vi è in tutte le Amministrazioni Pubbliche del territorio pavese una, più volte denunciata, carenza degli organici che potrebbe essere sanata con parte del personale presente allo Stabilimento Genio. Le Direzioni Generali, però con il parere negativo della Funzione Pubblica hanno cassato questa opportunità di riconversione dei dipendenti e le Istituzioni pavesi in tutta questa vicenda sono rimasti alla “finestra”. Siamo inascoltati da chi dovrebbe ed avrebbe dovuto salvaguardare l’occupazione sul territorio pavese.>> <<I rappresentanti della Difesa – afferma uno dei delegati del sindacato autonomo FLP DIFESA- continuano a girare e rigirare sul tavolo delle trattative la solita disponibilità di posti in enti della Difesa sia di Milano che di Piacenza. di cui non viene garantito nulla, dato che sono enti di prossima dismissione, chiusura o riconversione in occasione dello svolgimento dell’EXPO 2015. Mentre risultano carenti o quasi nulle le possibilità di impiego negli altri enti pubblici locali, in netta contrapposizione con le disponibilità invece rese note a livello locale dalla Conferenza dei Servizi dove erano scaturite invece carenze davvero rilevanti d’organici e la più ampia volontà e disponibilità a ricoprirli con i dipendenti dell’arsenale. Il Ministero se vuole veramente concludere in breve tempo la trattativa dovrebbe garantire negli altri enti pubblici almeno cinquanta posti.>>. A tal proposito basterebbe un provvedimento ad hoc che consenta una “partita di giro” di dipendenti e oneri economici dalla Difesa verso gli altri vari ministeri a costo cosiddetto “zero” e garantirne la definitiva permanenza a Pavia. Intanto nei giorni scorsi il Senatore Bosone in una interpellanza al Sottosegretario Cossiga, aveva chiesto spiegazioni sulla eventuale dismissione dell’Arsenale , ma << la risposta fornita dal rappresentante del governo –afferma Bosone- disattende gli auspici formulati nell’interrogazione stessa, ritenendo insoddisfacenti le delucidazioni ricevute>> La risposta di Cossiga per il tono con cui è stata formulata ha suscitato un vespaio di proteste da parte delle organizzazioni sindacali di categoria. La FLP DIFESA ha espresso <<aperta e indignata disapprovazione nei confronti dello stesso Sottosegretario alla Difesa Cossiga, perchè alcune affermazioni umiliano e offendono le professionalità dei dipendenti dell’arsenale che vi lavorano e che vi hanno lavorato mettendo in discussione la potenzialità e la fattezza di una gloriosa struttura e dei suoi oltre cent’anni di storia, lì dove afferma che “confermando…il persistere delle criticità riscontrate per il rilancio produttivo , soprattutto in termini di costo/efficacia. In particolare , le attività di riparazione dei mezzi del Genio, quando esternalizzate, sono risultate meno costose di quanto non sarebbero state se le stesse fossero state svolte all’interno dello stabilimento,e laddove l’ingente spesa occorrente per la messa in sicurezza dello stesso, è risultata invece superiore rispetto a quella occorrente per la esternalizzazione dei processi”.>>.Purtroppo i dati in possesso dei lavoratori dimostrano tutto il contrario e smentiscono quanto dichiarato dal sottosegretario alla difesa.
Giovanni Di Gaetano
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