
L’articolo pubblicato sul quotidiano “LA PROVINCIA PAVESE
Pubblicato da giovadiga su 9 Luglio, 2009
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…E NON FINISCE QUI… TUTTI SUL PIEDE DI GUERRA
Pubblicato da giovadiga su 9 Luglio, 2009
La RSU dell’arsenale e le OO.SS., all’interno dello stato di agitazione, già a suo tempo dichiarato, stanno valutando delle azioni di lotta che potranno comprendere dal presidio,all’occupazione dell’Ente, nonchè altre varie manifestazioni fino allo sciopero ad oltranza.
Gli obiettivi sono quelli di voler mantenere sul territorio i 216 lavoratori destinati a Milano e Piacenza in Enti di cui non si ha la certezza di un futuro lavorativo. I dipendenti potrebbero trovare invece la giusta ricollocazione negli enti amministrativi pavesi dove risulta una grave carenza d’organici con la possibilità di migliorare i servizi al cittadino.
LA RSU e le OO.SS.
CHIEDONO
-AL PREFETTO DI PAVIA DI CONVOCARE URGENTEMENTE LA CONFERENZA DEI SERVIZI DA SVOLGERSI ALLA PRESENZA DELLE PARTI SOCIALI, DEL SINDACO DI PAVIA CATTANEO E DELL’ASSESSORE ALLE RISORSE, TRIVI
-A TUTTI I PARLAMENTARI PAVESI, UNA RIUNIONE AL FINE DI POTERE ELIMINARE I VINCOLI GIURIDICI/NORMATIVI CHE IMPEDIREBBERO EVENTUALI TRASFERIMENTI AGLI ENTI LOCALI
-AL SINDACO DI PAVIA CATTANEO DI VOLERSI FARE PROMOTORE DI UNA CONFERENZA DEI SINDACI DEI COMUNI DELLA PROVINCIA DI PAVIA PER VALUTARE EVENTUALI POSSIBILITA’ DI REIMPIEGO DEL PERSONALE DELLO STABILIMENTO GENIO MILITARE ATTRAVERSO UN PROTOCOLLO D’INTESA.
-AL MINISTERO DELLA DIFESA DI FARSI CARICO PRESSO LA FUNZIONE PUBBLICA AL FINE DI REPERIRE ULTERIORI DISPONIBILITA’ DI POSTI NELLE ALTRE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE LOCALI.
RSU CGIL CISL UIL FLP DIFESA RDB -CUB
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ARSENALE: I DIPENDENTI “ESSERI UMANI” E NON SACCHI DI PATATE!!!
Pubblicato da giovadiga su 11 Dicembre, 2008
In questi giorni si gioca a fare la conta, si gioca a riempire i sacchi di patate e si ,noi “poveri” dipendenti statali della difesa, o meglio dell’Arsenale di Pavia, siamo diventati delle patate, pronte da insaccare per essere spedite in chissà quale altro Ente “militare” di Milano e di Piacenza.I dipendenti dell’arsenale sono soltanto patate, non sono più esseri umani, soltanto “oggetti” da spostare. Ebbene oggi nella capitale, i rappresentanti militari degli stati maggiori, ufficializzeranno la cosidetta mappatura degli enti disponibili ad ospitare “i sacchi di patate” dei dipendenti” profughi dell’Arsenale di Pavia”.Patate …soltanto patate…ma dove è finito il buon senso? e l’umanità? e meno male che in proposito, l’On. Cossiga aveva assicurato che sarebbero stati esperiti tutti gli utili tentativi per salvaguardare le professionalità e ridurre al minimo il disagio dei dipendenti. Spedire “sacchi di patate” nel milanese e nel piacentino che tipo di disagio può comportare !!!!!
Oh caro Cesare Beccaria che scrivevi nel 1764 nel tuo libro “Dei Delitti e delle pene”
“non vi è libertà ogni qual volta
le leggi permettono
che in alcuni eventi l’uomo cessi di essere “persona”
e diventi “cosa”
I dipendenti dell’Arsenale hanno cessato di essere “persona” e sono diventati “cosa” o meglio “sacchi di patate”.
Venghino Signori !!! Venghino Signori……!!!
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I POLITICI DI PAVIA SCRIVONO A BERLUSCONI: SALVA L’ARSENALE!!!
Pubblicato da giovadiga su 7 Dicembre, 2008

<<In data 3 dicembre u.s. -si legge nella lettera- a seguito di una riunione tenutasi presso la Prefettura di Pavia, ravvisata la volotà del Governo di addivenire alla chiusura dell’impianto produttivo in oggetto è stato formalmente richiesto allo stesso,nella sede della Presidenza del Consiglio,e alla Regione Lombardia,di dar vita a un tavolo istituzionale che verificasse compiutamente ogni possibilità di mantenere produttiva quantomeno parte dell’area , anche al di fuori del Ministero della Difesa. Ciò a motivo della preoccupazione, condivisa in modo unanime da tutti i livelli istituzionali del territorio pavese, rispetto alla dismissione completa dell’attività produttiva dell’Arsenale.Alla suddetta richiesta non è stato dato alcun riscontro , mentre, in base a quanto emerso dall’ultima riunione fra Governo e parti sociali è stata data oramai comunicazione di tale dismissione e dell’avvio della procedura di mobilità per il personale. Ritenendo gravemente dannosa per la città di Pavia la perdita di questa ulteriore unità produttiva,chiediamo che si dia luogo con la massima urgenza all’incontro di cui sopra per valutare fino in fondo l’eventualità di mantenere a Pavia se non altro una parte dell’attività.>>
lettera firmata dai senatori BOSONE e MURA e dagli onorevoli ABELLI,NOLA e ZUCCHI
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L’ARSENALE DI PAVIA E’ MORTO
Pubblicato da giovadiga su 7 Dicembre, 2008

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ECCO PERCHE’ CHIUDERANNO L’ARSENALE DI PAVIA
Pubblicato da giovadiga su 15 Novembre, 2008
Vi proponiamo di seguito, in esclusiva la “proposta“elaborata, alcuni anni fa, da un gruppo di Lavoro nominato dall’ex Ministro della Difesa Parisi e coordinato dall’Ammiraglio Romano e dall’ex sottosegretario alla stessa difesa Difesa Forcieri , dove in pratica appare davvero segnato oramai il destino dello Stabilimento Genio Militare, che dopo dieci anni di rinvii tormentati e sofferenti sembrerebbe irrimediabilmente segnato. Solo un miracolo, oppure un preciso ravvedimento del Ministro La Russa o del Sottosegretario Cossiga potrebbe fermare l’inarrestabile countdown verso la chiusura definitivo dell’Ente Militare con i suoi cento e più anni di storia. Il verdetto si conoscerà lunedì 17 novembre. [leggi tutto]
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VERTENZA ARSENALE: SCIOPERO DELLA FAME
Pubblicato da giovadiga su 15 Novembre, 2008
COMUNICATO STAMPA
Lo sciopero della fame attuato dai dipendenti dell’Arsenale di Pavia contro la chiusura dell’ ente militare ha voluto ribadire ancora una volta la loro ferma volontà di lottare per la salvezza dello Stabilimento e del proprio posto di lavoro. LA FLP DIFESA , uno dei maggiori sindacati autonomi di categoria,nella riunione prevista lunedì 17, contesterà i contenuti della relazione del sottosegretario Cossiga, che in pratica rappresenterà l’atto di morte dell’Arsenale, perché le colpe non sono sicuramente da ricercare nello scarso impegno lavorativo da parte dei lavoratori che anzi, loro malgrado fra mille difficoltà hanno da sempre dato il meglio della loro professionalità , ma nella cosiddetta “politica” di chiusura da parte delle organi centrali della difesa che hanno finito col rendere economicamente ingestibile il mantenimento dell’Ente, privandolo del lavoro e facendo dirottare presso l’industria privata i mezzi del genio per la loro rimessa in efficienza, i cui costi di riparazione di tali macchine risultano sicuramente molto più onerosi.
La FLP Lunedì al tavolo negoziale su tutto questo dirà di no e si batterà per il rilancio dell’ente all’interno della difesa in una “nuova missione” con il totale coinvolgimento di tutti i lavoratori. Chiuderà le porte invece ad eventuali progettualità a privilegio solo di pochi.
La Segreteria Provinciale di Pavia FLP
Giovanni Di Gaetano
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ARSENALE: DISMESSI E INFELICI
Pubblicato da giovadiga su 3 Novembre, 2008
[Riprendiamo l'articolo dedicato all'Arsenale di Pavia che è stato pubblicato mercoledì 5 novembre su "Il settimanale pavese" a firma di Irene Campari] .
L’Arsenale di Pavia chiuderà; i 234 lavoratori trasferiti altrove. Lo ha comunicato venerdì 31 ottobre il sottosegretario alla Difesa. Il centro europeo di protezione civile su cui si era puntato nascerà a Piacenza. E’ una vicenda penosa che dura da dieci anni, da quando i politici locali decidevano per Pavia la dismissione di tutti i centri produttivi per farne residenze e centri commerciali. 130mila mq in zona pregiata nel quartiere ovest non potevano sfuggire agli immobiliaristi e a chi nelle Giunte comunali ne era la sponda. L’Arsenale è stato fatto languire insieme ai lavoratori che venivano illusi sapendo che speranze non ce n’erano. E’ intollerabile sentire assessori e Sindaco che con somma ipocrisia parlano ancora di “progettini per il futuro” come Brendolise nella seduta dei Capigruppo alla presenza dei lavoratori. Venerdì 31 ottobre, le parti si sono incontrate al Ministero per discutere “le problematiche dei centri di Capua e Pavia” e “il codice di comportamento in merito alle molestie sessuali tra il personale”. Con tale ordine del giorno pensavano che fosse una cosa seria. Il Sindaco e gli assessori fingevano di crederci recitando fino all’ultimo la parte delle vittime. Eppure non potevano non sapere da anni come sarebbe andata a finire. Capitelli è stata invitata a Roma poiché erede del defunto Arsenale dal quale riceverà una grande area dismessa, da gestire con varianti al Prg o istanze al Pgt.
Lo spostamento a Piacenza del centro per la protezione civile è stato voluto da Bersani, amico di Capitelli, stesso partito, e Ministro quando lei era deputato. Non le ha detto nulla Bersani di Piacenza e del progetto che avrebbe fregato a Pavia per spostarlo nella sua Regione? Perchè non dire ai lavoratori come stavano le cose assumendosi le responsabilità politiche delle decisioni prese anni fa dalle segreterie dei partiti del centrosinistra? Qualcuno doveva già avere l’acquolina in bocca al pensiero dei posti auto ricavabili a corona del centro, delle villette di lusso per facoltosi che amano abitare vicino al Ticino, ma anche all’autostrada per Milano. Per salvaguardare quelle decisioni, Brendolise arriva a dichiarare che per l’Expo2015 Pavia non avrà un soldo, dopo che gli avevo fatto notare che progetti seri a proposito dell’Arsenale potevano venire solo in questa prospettiva. Di questo stampo è la classe politica che governa la città da vent’anni.
Il modello
Con l’Arsenale chiude l’ultimo insediamento industriale novecentesco. Dopo Snia, Necchi, Neca, Landini, Fiat, e tra un po’ gli ex Magazzini Cariplo, ora tocca la Genio civile. Poteva andare diversamente. Dalla crisi delle industrie poteva sortire una nuova struttura produttiva basata sulle tecnologie avanzate. Invece, la classe politica e dirigente aveva deciso che le aree sulle quali sorgevano le industrie dovessero trasformarsi in suoli per palazzine residenziali e centri commerciali. Tuttavia, l’attuale crisi delle società immobiliari ha segnato talmente il passo da rendere quei progetti insostenibili. Tutte le aree dismesse urbane sono bloccate. Le migliaia di metri quadrati di edilizia residenziale previsti per le aree dismesse sono lo specchio del fallimento delle previsioni di sviluppo cittadino. L’ex Snia (50mila) è un sogno di Zunino in pegno a Banca Intesa, l’ex Necchi (70mila) vegeta su di un progetto fermo al 2005, l’ex Neca (25mila) piange e chiede aiuto allo Sviluppo sistema fiera milanese che ha fatto il nuovo progetto e all’Expo2015, gli ex Magazzini Cariplo (50mila) dovranno recedere dal diventare un quartiere residenziale, l’ex Landini (7mila) dovrà risolvere il grave inquinamento dei suoli, l’ex Fiat è un centro commerciale che non tira. Gli abitanti di Pavia sono in calo, i mutui per la casa costano, i risparmi sono erosi e i redditi sempre più precari. Le case nuove costruite ovunque negli ultimi tre anni sono destinate a rimanere tali. Le aree ex industriali pure. La Marvell, industria leader mondiale della microelettronica, doveva insediarsi a Pavia con 300 dipendenti. Ne ha dieci. Rimane però la foto dell’amministratore delegato che stringe la mano a Roberto Schmid, presidente del Comitato scientifico dell’Expo2015, con sede al Broletto, consegnatogli dal Comune.
Irene Campari
Ringraziamo IRENE CAMPARI e il CIRCOLO PASOLINI DI PAVIA
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VERTENZA ARSENALE: ABELLI …..MA CHI L’HA VISTO?
Pubblicato da giovadiga su 3 Novembre, 2008
Bhe l’agonia dell’Arsenale di Pavia è stata davvero lunghissima….e la sua probabile dipartita, (facendo gli scongiuri) , se avverrà….accadrà proprio mentre Ministro della Difesa è Ignazio La Russa,siciliano di origine ,ma è ministro della padania,Il Ministro dell’Economia è Tremonti , pavese e dulcis in fundo il Vice Premier, cioè il Vice di Berlusca è Giancarlo Abelli , pavese anche lui. Bhe mai le statistiche sono state così nefaste, pensate TRE dico TRE figure istituzionali, di cui due Pavesi che infischiandosene del proprio territorio, non fanno niente per salvare l’Arsenale che è di Pavia ,l’ultimo baluardo di una realtà militare ed industriale mentre gli altri politici, Mura,Nola e Zucchi, e la sciura Piera, il Sindaco di Pavia, si sono dati una mossa e almeno hanno fatto sentire la loro “voce” ma Abelli?
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L’ARSENALE DI PAVIA VERSO LA CHIUSURA
Pubblicato da giovadiga su 2 Novembre, 2008
Ecco di seguito il comunicato della FLP DIFESA al termine della riunione fra il Sottosegretario Cossiga e le OO.SS.
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Federazione Lavoratori Pubblici e Funzione Pubblica FLP DIFESA |
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* piazza Dante, 12 – 00185– ROMA - ‘ 06-77201726 7 06-77201728 - @-mail: nazionale@flpdifesa.it – web: www.flpdifesa.it |
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NOTIZIARIO n. 139 del 31.10.2008
Riunione con il Sottosegretario Cossiga sugli Stabilimenti di Capua e Pavia
STABILIMENTO DI PAVIA
VERSO LA CHIUSURA
PER QUELLO DI CAPUA, IPOTESI
PUBBLICO-PRIVATO
Si è svolta in data odierna a Difesa Gabinetto la riunione, richiesta unitariamente dalle OO.SS. nazionali con la nota del 15 u.s., con il Sottosegretario di Stato (SSS) delegato alle relazioni sindacali on. Giuseppe Cossiga, con all’ ordine del giorno le problematiche relative agli Stabilimenti di Capua e Pavia ed il confronto sul “Codice di condotta nella lotta contro le molestie sessuali per il personale civile del Ministero della Difesa”.
Sul primo punto in agenda, quello relativo agli Stabilimenti di Capua e Pavia, il SSS ha effettuato una breve prolusione informando che, prima della riunione con le Parti sociali, l’Amministrazione Difesa aveva brevemente incontrato alcune Autorità politiche dei territori interessati. Ha poi lasciato la parola al Vice Capo di Gabinetto dr. Claudio Criscuolo il quale, dopo aver ricordato “le puntate precedenti” di una vicenda che dura da più di dieci anni, ha così sintetizzato la posizione dell’Amministrazione Difesa :
- Stabilimento di Pavia: l’A.D. ritiene, a seguito di una attenta valutazione di carattere tecnico, che non esistano più i margini per attività lavorative dell’ Ente e che quindi si debba procedere alla chiusura dello Stabilimento ed al conseguente reimpiego di tutto il personale, reimpiego che, ad un prima analisi da parte dell’Amministrazione, risulta possibile e sostenibile;
- Stabilimento di Capua: a detta del Vice Capo di Gabinetto, espletata anche per questo Stabilimento una analisi di carattere tecnico, risulterebbe possibile una riorganizzazione di carattere industriale anche attraverso una collaborazione con una industria nazionale privata – la Fiocchi SpA – finalizzata all’avvio di possibili sinergie di carattere produttivo; contestualmente, la cessione al Comune di Capua del “Castello”, struttura di grande prestigio presente all’interno dello Stabilimento, consentirebbe il possibile reimpiego presso l’Ente locale di un 10% della attuale forza lavoro dello Stabilimento.
A fronte di queste posizioni espresse dall’Amministrazione Difesa, si è quindi sviluppato il confronto con le OO.SS. – le cui delegazioni peraltro ricomprendevano anche Rappresentanti sindacali locali dei due Enti - che ha visto la FLP DIFESA esprimere una posizione di assoluta contrarietà ad ogni ipotesi di chiusura dello Stabilimento di Pavia, anche atteso che il reimpiego di 235 dipendenti in quell’ area, anostro avviso, non appare certamente una operazione né facile e né agevole.
La nostra O.S. ha quindi richiamato con forza le precise responsabilità dell’A.D. in merito alla vicenda dello Stabilimento di Pavia che è passato negli anni, come peraltro anche quello di Capua, attraverso ipotesi diverse (Protezione Civile, etc.), rispetto al quale oggi, di fatto e colpevolmente, l’A.D. se ne lava praticamente le mani, scaricando sui lavoratori il peso di tutta la vicenda. Anche per questo, lo abbiamo detto chiaramente al SSS Cossiga, appare dunque inaccettabile ogni ipotesi di chiusura e, di contro, abbiamo richiesto un nuovo impegno dell’A.D. per evitare la chiusura dello Stabilimento di Pavia.
In merito alla ipotesi prospettata per lo Stabilimento di Capua, invece, FLP Difesa ha richiesto maggiori informazioni di carattere tecnico per meglio comprendere sia il piano industriale sia la possibile sinergia con l’azienda privata sopra richiamata, e questo prima ancora di parlare di ipotesi di reimpiego, anche in considerazione delle evidenti e notevoli difficoltà registrate questa’anno per la mobilità verso Uffici di altre AA.PP. (i reimpieghi di Arsenale La Maddalena, Enti AM di Vicenza, HM di Bari e ex Cdo RFC di Reggio Calabria, solo per parlare dei reimpieghi 2008, insegnano a sufficienza!).
La vicenda degli Stabilimenti di Capua e Pavia hanno sollecitato la nostra O.S. a richiamare con forza la necessità che l’Amministrazione della Difesa dia seguito agli impegni assunti in ordine ai piani di riorganizzazione e di efficientamento degli Enti dell’ex area industriale ( in particolare, gli Arsenali della Marina Militare) , che sono stati subordinati alle risultanze del lavoro di ricognizione svolto dal CAID, e del quale lavoro ancora non si sa nulla e che giace da tempo sulla scrivania del Ministro La Russa che, sembra, per il momento non abbia ancora deciso il da farsi.
Va a tal proposito ricordato come la calendarizzazione dei confronti autunnali con le OO.SS. nazionali (si veda il Notiziario n. 106 del 30.07.2008) comprendeva anche la presentazione delle sopra richiamate risultanze del CAID sugli Enti industriali, impegno questo che è stato finora disatteso.
Il Sottosegretario Cossiga, chiudendo la discussione sul punto all’ordine del giorno, ha confermato la posizione dell’A.D. sullo Stabilimento di Pavia, mentre sullo Stabilimento Militare di Capua ha rimandato ad una specifica sessione informativa.
Fraterni saluti.
IL COORDINATORE GENERALE FLP DIFESA
(Giancarlo PITTELLI)
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